Il GIC intervista Syd Mead

Il GIC intervista Syd MeadIn occasione di Romics nel 2007 il GIC intervista Syd Mead. Questa intervista è stata pubblicata per la prima volta sul Colony Post N. 0, realizzato in esclusiva per i primi soci del Gundam Italian Club.

Vista la sua recente scomparsa, avvenuta il 30 dicembre 2019, abbiamo deciso di onorare la sua memoria ripubblicando per intero qui sul sito l’incontro tra il club e il maestro.

Buona lettura !


Il GIC intervista Syd Mead, product designer e creatore del design per molti dei mezzi e mondi sci-fi più noti (da Tron a StarTrek – V’Ger, Aliens, Blade Runner, fino a the New Yamato e TurnA Gundam), premiato con il Romics d’Oro alla carriera nel 2007 a Roma.

AlanCarter. Buongiorno signor Mead, sono un product designer, ma anche un fan di Gundam.
Le vorrei fare alcune domande circa il suo design per TurnA Gundam.

Mead. Ah, sì! Ho amato quel progetto. Molto interessante!

AC. Il Mecha design di Gundam fin dalla fine degli anni 70 ha influenzato quasi tutti i designer di mecha fantascientifici, sia in Giappone che in altri paesi (anche in Italia). Lei è stato influenzato dal design dell’originale Gundam del 1979?
Se sì qual’è stato il suo approccio per il nuovo mecha design per il TurnA Gundam? Quali elementi del mecha del 1979 ha mantenuto nel design? E quali, e perché, ha ritenuto obsoleti?

Mead. Dovetti far sì che il “nuovo” Gundam fosse riconosciuto immediatamente, eppure che fosse “nuovo”. Questo non fu facile. Ciò che feci fu analizzare il personaggio del Gundam e re-ingegnerizzare i segni delle superfici (idea di montaggio), gli spazi tra le articolazioni (ginocchia, gomiti, piedi) e tutti quegli elementi di design che resero il “vecchio” personaggio di Gundam unico.
L’innovazione principale fu di spostare l’antenna, dalla posizione sopra gli occhi fino appena sotto là dove il “naso” sarebbe dovuto essere. Quindi io mantenni l’aspetto a “V” dell’antenna, in un nuova posizione ma sempre sul davanti della testa. La cresta sulla cima della testa era completamente nuova, reminiscenza della cresta dei centurioni degli antichi Romani.

AC. In altre parole, Mobile Suit Gundam, come primo in un nuovo genere di mecha design, ha introdotto un “canone” per il mecha design stesso. Lei è stato chiamato a ridisegnare quella icona”classica” di “real robot”. Lo ha sentito come una sfida, o come una responsabilità?

Mead. Senz’altro entrambe, una sfida e una responsabilità verso tutti i fan di Gundam in tutto il mondo.

AC. Quale fu l’influenza dei produttori del design process per i Mobile Suit nella serie TurnA Gundam a per la scelta del loro design finale?
E quali furono le specifiche date dal regista, il signor Tomino?

Mead. Tomino-san mi diede una completa libertà per il re-design del Gundam Mobile Suit. Ebbi un significativo aiuto da Mr. Inoe che è il “signor fan di Gundam” in Giappone.

AC. Quanto lo scenario “steam punk” dato da Tomino a Turn A Gundam ha influenzato le sue scelte di design?

Mead. Lo stile “steam punk” era interamente della regia di Tomino-san. Io non ebbi nulla a che fare con il restante design della serie.

AC. Gundam vuol dire anche merchandise. I modelli in scala dei Gundam Mobile suits sono un enorme affare per i produttori di Gundam, Bandai-Sunrise. E i Master Grade (MG) sono tra i loro modelli più venduti.
Recentemente Bandai ha prodotto il modello MG numero 100, e il Mobile Suit scelto per questo modello “celebrativo” era proprio il TurnA.
Lei pensa che questa sia anche una risposta indiretta da parte di Bandai a coloro che criticavano il design del TurnA e la scelta di Syd Mead come designer di una simile Icona Giapponese?

Mead. I designer di Bandai mi hanno mostrato i loro “nuovi” disegni per la riedizione dell’action figure quando ero in Giappone, alla Waseda University, all’inizio di quest’anno. Ora sto aspettando per il mio modellino.

AC. Lei è aggiornato sulle nuove serie Anime mecha? Non mi riferisco solo al Gundam. Cosa pensa del nuovo mecha design giapponese?

Mead. Non sono aggiornato su queste nuove serie.

AC. Due diverse esperienza con il mondo dell’animazione giapponese: TurnA Gundam e il Progetto New Yamato. In entrambi lei è stato chiamato a ridisegnare un anime “classico”. Può spiegare le differenze e i punti in comune nel suo approccio al design di prodotti così diversi?

Mead. Ognuno di questi “personaggi” di anime iconici aveva una base di fan che doveva essere soddisfatta. Per la nuova Yamato, io costruii un modello in scala 1:200 usando un kit, per comprendere la vera atmosfera della corazzata Yamato originale. Quindi, analizzai la configurazione del design di Matsumoto, e procedetti a completare l’ambiente tridimensionale della Yamato, aggiungendo la torretta superiore come una sorta di “ninja design” svasato. Questa torre era inclinata verso poppa, e diede alla Yamato una sorta di prospettiva implicita.
I punti comuni nel redesign di Gundam erano gli stessi già visti. Rendere omaggio al design precedete, facendo attenzione a mantenere la “mistica” dell’originale nella creazione del nuovo modello. Sono molto soddisfatto del fatto che il ‘TurnX’, interamente di mia concezione, venda esattamente come il modello del Gundam.
…AND CIAO, DUDE

SYD MEAD: PASADENA, CALIFORNIA
AlanCarter

Nota di Franius: A Romics 2007, il Gundam Italian Club era appena stato fondato. Quando Alan mi disse: “Il GIC intervista Syd Mead”, stentavo a crederci. Eravamo arrivati a un personaggio famoso (di certo non per Gundam) e era disposto a rilasciarci un’intervista?
Eppure, quella fu solo la prima di una serie di interviste a personaggi famosi (legati a Gundam) che averemmo realizzato negli anni seguenti…

Sito ufficiale Syd Mead

Scheda Anime Turn A Gundam

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